Manutenzione del depuratore: cosa prevede la legge e cosa fare
In Italia le apparecchiature per il trattamento dell’acqua potabile sono regolate dal DM 7 febbraio 2012, n. 25. Il produttore deve fornire un manuale in italiano con le istruzioni di uso e manutenzione e indicare il periodo di utilizzo dei componenti; l’apparecchio deve riportare l’avvertenza che necessita di regolare manutenzione periodica. Filtri, membrane e sanificazione vanno gestiti secondo quelle indicazioni: un depuratore trascurato può peggiorare l’acqua invece di migliorarla.
Cosa prevede il DM 25/2012?
- Manuale in italiano con tutte le istruzioni per montaggio, uso e manutenzione, necessarie a garantire le prestazioni dichiarate e a prevenire rischi.
- Condizioni di utilizzo e manutenzione e periodo di utilizzo stabiliti dal produttore e riportati nel manuale.
- Avvertenza obbligatoria: «Attenzione: questa apparecchiatura necessita di una regolare manutenzione periodica».
- Installazione in ambienti igienicamente idonei e con una valvola di bypass, per escludere l’apparecchio senza interrompere la fornitura d’acqua.
- L’acqua trattata deve restare conforme ai requisiti di legge per l’acqua destinata al consumo umano.
In cosa consiste la manutenzione ordinaria?
Sono considerate operazioni di manutenzione ordinaria la manodopera, la sostituzione dei componenti soggetti a usura (cartucce, filtri, membrane), la sostituzione o ricarica delle bombole di anidride carbonica nei gasatori e le analisi chimiche e batteriologiche sulla qualità dell’acqua.
Ogni quanto cambiare i filtri?
Non esiste un intervallo uguale per tutti: lo stabilisce il produttore nel manuale, in base al modello, ai litri trattati e alla qualità dell’acqua in ingresso. Alcuni apparecchi segnalano da soli quando è il momento dell’intervento. In generale:
- i pre-filtri e i filtri a carbone si sostituiscono più spesso, perché si saturano;
- la membrana a osmosi ha una durata più lunga, che dipende molto dall’acqua di partenza;
- la sanificazione del circuito previene la crescita batterica, soprattutto nei sistemi con serbatoio o refrigeratore.
Buone pratiche
- Conserva il manuale e annota la data di ogni intervento.
- Rispetta le scadenze indicate, anche se l’acqua «sembra» buona.
- Dopo un lungo periodo di inutilizzo, fai scorrere l’acqua o segui la procedura del produttore prima di berla.
- Affida installazione e interventi a operatori qualificati, come previsto per gli impianti negli edifici.
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Richiedi una consulenza gratuitaFonti
- Decreto del Ministero della Salute 7 febbraio 2012, n. 25 (Gazzetta Ufficiale)
- Rapporti ISTISAN 15/8 — Linee guida per l’informazione sulle apparecchiature per il trattamento dell’acqua (Istituto Superiore di Sanità)
- Portale Acque — normativa (Ministero della Salute)
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