Osmosi inversa: cos’è e come funziona un depuratore a osmosi

A cura della redazione di Beresano · Aggiornato a ottobre 2026

In breve

L’osmosi inversa è un trattamento che spinge l’acqua attraverso una membrana semipermeabile: passa l’acqua e resta indietro gran parte delle sostanze disciolte, sali minerali compresi. Per questo i sistemi domestici a osmosi prevedono di solito una regolazione o una rimineralizzazione dell’acqua prodotta. Come ogni apparecchiatura per l’acqua potabile, in Italia deve rispettare il DM 25/2012 e richiede manutenzione periodica.

Come funziona l’osmosi inversa?

In natura l’osmosi fa passare l’acqua, attraverso una membrana, dalla soluzione meno concentrata a quella più concentrata. L’osmosi inversa fa il contrario: applicando una pressione superiore a quella osmotica, l’acqua viene spinta attraverso la membrana e separata dalla maggior parte dei sali e delle sostanze disciolte, che restano dall’altra parte e vengono allontanate con un flusso di scarico.

Un depuratore domestico a osmosi è in genere composto da:

  • pre-filtri (sedimenti e carbone attivo), che proteggono la membrana trattenendo particelle e cloro;
  • membrana a osmosi inversa, il cuore del sistema;
  • post-filtro o cartuccia di rimineralizzazione, che corregge gusto e contenuto minerale;
  • un rubinetto dedicato o un erogatore, talvolta con refrigeratore e gasatore.

Cosa toglie all’acqua?

La membrana riduce in modo marcato il residuo fisso, cioè i sali minerali disciolti (calcio, magnesio, sodio, bicarbonati e altri), oltre a molte altre sostanze disciolte. L’acqua in uscita dalla sola membrana è quindi molto poco mineralizzata: per questo i sistemi ben progettati la miscelano o la rimineralizzano, così da ottenere un’acqua equilibrata e gradevole.

Serve davvero un depuratore a osmosi?

L’acqua della rete pubblica è già potabile e controllata per legge (vedi la guida sull’acqua del rubinetto). L’osmosi si sceglie soprattutto per gusto, comodità e meno bottiglie di plastica, oppure quando l’acqua di casa è molto ricca di sali e se ne preferisce una più leggera. Prima di scegliere conviene conoscere i dati dell’acqua di casa, che il gestore del servizio idrico rende disponibili, e confrontare l’osmosi con soluzioni più semplici come la microfiltrazione.

Cosa considerare prima di installarla

  • Spazio: di solito il sistema si installa sotto il lavello, con un collegamento allo scarico.
  • Acqua di scarico: l’osmosi produce un flusso di scarto; la quantità dipende dal modello, ed è un dato da chiedere.
  • Regolazione dei minerali: verifica come il sistema miscela o rimineralizza l’acqua prodotta.
  • Documentazione: il DM 25/2012 prevede un manuale in italiano con istruzioni di uso e manutenzione e l’avvertenza che l’apparecchiatura necessita di manutenzione periodica.
  • Manutenzione: sostituzione di filtri e membrana e sanificazione secondo le indicazioni del produttore (vedi la guida alla manutenzione).

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Fonti

Altre guide